Product backlog: mi piace perché… [parte 1]

Rispetto al più classico documento di requisiti il product backlog è un artefatto che a mio parere offre enormi vantaggi sia nella definizione del prodotto sia nella conduzione di progetto.
Il motivo principale è dovuto al fatto di essere un oggetto evolutivo frutto di un’elaborazione collettiva, che ha quindi maggiori chanches di adattarsi ai cambiamenti (di obiettivi di business, di mercato di riferimento, di framework tecnologico, ecc.).

I vantaggi che ho sperimentato nel suo utilizzo possono essere riassunti in 8 punti principali che vado ad illustrare.

Visione globale

E’ un riferimento unico che descrive il prodotto nella sua totalità dalla prospettiva di tutti coloro che interagiscono con esso (utenti finali, clienti, responsabili del business, ecc.). In questo senso offre una visione complessiva delle funzionalità e, allo stesso tempo, ne dichiara i soggetti beneficiari.

Lettura a più livelli
Qualunque sia lo strumento che viene utilizzato per tracciare il product backlog (dai più sofisticati software ad hoc al banale excel) se la compilazione avviene in modo corretto l’articolazione in epiche, temi e storie consente al lettore di farsi un’idea molto velocemente del prodotto da realizzare.
Attraverso le epiche si colgono le macro-funzionalità; i temi permettono di individuare i dettagli principali di tali funzionalità; le storie definiscono gli attori e i bisogni che vengono soddisfatti.
E’ quindi possibile una lettura a più livelli dal generale al particolare.

Ordinamento per priorità di business
Il fatto che le storie contenute nel product backlog siano ordinate secondo priorità di business consente a chiunque (membro del team, stakeholder, ecc.) di comprendere quali siano i principali risultati attesi dallo sviluppo e gli obiettivi immediati. Non si tratta solo di una guida operativa per ciò che dev’essere implementato (ovvero del “cosa”), ma di una più ampia condivisione degli scopi (del “perché”).

Gestione efficace dello “scope”

In contesti di sviluppo agili i tempi e la qualità del prodotto finale non sono oggetto di alcun tipo di compromesso. Il parametro che varia in funzione degli obiettivi individuati mano a mano è l’ambito di implementazione (il cosidetto “scope” di progetto) sul quale il team lavora nel corso dell’iterazione.
Il product backlog con la segmentazione delle funzionalità di dettaglio in user stories e la condivisione di un ordine di priorità consente al Product Owner e al team di lavoro una gestione più “fluida” e consapevole dello scope rispetto a quanto avviene con un monolitico documento di requisiti.

Elevator pitch: un esempio. Parliamo del mio lavoro

Dare vita alle idee: questo è il mio lavoro.

Sono un digital product manager.
Trasformo le idee di business in oggetti digitali consultabili da chiunque sia connesso in rete mediante PC, tablet, smartphone o TV connessa.

L’attività di progettazione ha come risultato finale un servizio o un prodotto editoriale online utilizzato da migliaia – talvolta milioni – di utenti.

Il mio obiettivo è indirizzare efficacemente le persone verso ciò di cui sono alla ricerca – informazioni, luoghi, contatti, occasioni – e magari far scoprire loro anche qualcosa di interessante che non sapevano di cercare.

Far bene il mio lavoro significa individuare un compromesso ottimale tra due necessità spesso discordanti: dare risposta ai bisogni degli utenti e generare ricavi per i committenti.

Trovare la soluzione che soddisfa entrambi questi aspetti è un lavoro in divenire. Non si conclude con la messa online di un sito, ma prosegue nel portare il prodotto a maturità, facendolo evolvere in sintonia con il mutare dei bisogni e i feedback degli utilizzatori.

Il percorso dall’idea iniziale ad un prodotto maturo è un viaggio ricco di imprevisti ma anche di grandi soddisfazioni.

Mi piace far accadere le cose, mi piacciono i lavori ben fatti e mi piace verificare le ipotesi con i risultati “sul campo”. Perché senza un confronto con l’opinione altrui non c’è crescita, né apprendimento, né occasione di migliorare.