Certificarsi Product Owner

Periodicamente ripropongo questo post che suscita sempre un certo interesse vedendo le statistiche. Nell’ormai lontano 2015 scrivevo così…

Di ritorno da una 2 giorni londinese con Roman Pichler ho deciso di scrivere un post per tutti coloro che stanno meditando sul tema certificazione Scrum Product Owner.
A ruota libera seguono alcune informazioni pratiche e qualche consiglio di prima mano.

Quando fare la certificazione

Nel mio caso il corso di certificazione arriva dopo qualche anno che svolgo il ruolo di Product Owner.
Non sarò imparziale ma ritengo che per trarre il massimo da questo corso sia utile affrontarlo dopo aver svolto un po’ di esperienza sul campo ed aver toccato con mano quali possono essere i problemi più comuni nell’adozione di Scrum e nelle transizioni agili.

Durante il corso della durata di 2 giorni vengono trattati tutti gli argomenti relativi alla product ownership:

Oltre ad approfondire la teoria vengono chiariti dubbi tramite esempi ed esercitazioni in aula. E’ un’ottima occasione per mettere alla prova le vostre conoscenze e portare esempi di prima mano. Fate domande e confrontatevi con i vostri colleghi di corso. Solo così sfrutterete al massimo il corso (quando mai vi capita di ritrovarvi con decine di Product Owner a portata di mano?).

Dove trovare un corso valido

Ai tempi della mia certificazione la logistica non arrideva certo a noi italiani.
Sino al 2013 era quasi impossibile trovare un corso da Product Owner nel nostro paese, a differenza di quelli per Scrum Master per i quali c’era già maggiore offerta. Questo è il motivo per cui 5 anni fa ho scelto Londra per ottenere l’attestato di CSPO.

Fortunatamente oggigiorno il panorama è cambiato e la scelta è molto più ampia.
Online trovate pagine e pagine di annunci sui corsi di certificazione; ce ne sono così tanti che è davvero difficile orientarsi per chi è alle prime armi.
Quindi se nel post originario elencavo le poche alternative presenti, adesso mi permetto di suggerirvi le società che conosco personalmente, che hanno maggiore esperienza sul campo e sono veramente attive nella community Agile italiana (aka sanno perfettamente di ciò che parlano).
Ecco qui di seguito in ordine sparso i corsi che offrono.

Certified Scrum Product Owner®Connexxo

C’è un corso online in inglese tenuto da Pierluigi Pugliese verso la fine di gennaio e uno in lingua italiana all’inizio di febbraio. Di fatto trovate un corso di certificazione ogni mese quindi vi consiglio di tenere d’occhio il calendario.
Pierluigi è un trainer di grande esperienza che, oltre alle conoscenze teoriche, può trasmettervi consigli e suggerimenti per il lavoro sul campo.

Certified Scrum Product Owner®Agile42

Anche in questo caso parliamo di un corso remoto che consente di acquisire la certificazione CSPO di Scrum Alliance. I coach di agile42 che lo tengono sono Giuseppe De Simone e Roberto Bettazzoni. Il primo appuntamento è in programma per il 17 febbraio 2021 ma trovate anche date successive.

Professional Scrum Product Owner PSPO IInspearit

Tre date disponibili nel 2021 per la certificazione rilasciata da Scrum.org.
La formazione prevede molti workshop pratici e giochi per facilitare l’apprendimento dei concetti e per stimolare a proseguire con l’allenamento delle abilità dopo il corso.

Agile Reloaded

Agile Reloaded è una realtà tutta italiana che aiuta aziende, enti e organizzazioni ad applicare la metodologia agile per migliorare i processi, la collaborazione e il time to market. E’ un team di coach di tutto rispetto e anche se il sito non riporta in questo momento un elenco di corsi a catalogo vi consiglio di contattarli perché sanno la loro sul tema Product Ownership.

Sembra che nel nuovo anno tutta la formazione rimanga online per ora e – date le difficoltà attuali – va bene così.
Tuttavia quando la situazione tornerà normale considerate la possibilità di optare per i corsi in presenza perché ritengo parte fondamentale di questo tipo di training i role playing che avvengono in aula con il docente e con gli altri partecipanti (si possono fare anche con il supporto di tanti tool online, ma non è la stessa cosa).

Quanto costa certificarsi Product Owner

Una cosa è certa: non è regalato!
Se pianificate il corso con un certo anticipo e non avete particolare fretta di ottenere la certificazione potrete beneficiare di una tariffa scontata (la cosiddetta “early bird”) pari a ca. 1.000- 1.100 euro + IVA.
Il prezzo pieno più basso che ho visto parte dai 1.035 euro + IVA per corsi tenuti in Italia, la media è intorno ai 1.300 euro + IVA; più cari invece i corsi disponibili nel resto d’Europa (si va da 1.500 a oltre 2.300 euro).

In ogni caso non si tratta di una cifra banale, motivo per cui vi consiglio di tenere d’occhio con largo anticipo il calendario dei corsi e – se possibile – provare a proporre in prima persona questo percorso di formazione alle risorse umane. Chissà mai che ve lo accordino o lo prendano in considerazione come parte di un intervento più ampio di digital transformation … ;-)

Se invece dovete risparmiare a tutti i costi ma non volete rinunciare ad un attestato riconosciuto sappiate che i corsi online in modalità self-study hanno prezzi decisamente più contenuti (parliamo di circa 350 euro + IVA). E’ un’opzione anche questa, ma non mi sento di caldeggiarla.

Quale trainer scegliere

In tempi normali alcuni formatori sono inaccessibili per via della logistica ma dovendo andare online in ogni caso se non avete problemi con la lingua inglese scegliete tra i top di gamma.
Tenete presente in ogni caso che i trainer accreditati presso le maggiori organizzazioni che promuovono Scrum nel mondo offrono garanzie di professionalità e grande esperienza.

Se avete possibilità di scelta vi suggerisco di selezionare un  coach che non sia solo un esperto di metodologie agili e Scrum, ma che abbia una specifica esperienza sul campo come Product Owner. Sul sito di Scrum Alliance e Scrum.org, ad esempio, potete scegliere tra un numero elevato di trainer alcuni dei quali sono dei guru indiscussi della product ownership.

I motivi per certificarsi

Ho scelto di certificarmi perché mi piace portare a compimento quello che faccio e allo stesso tempo mettere in discussione le mie conoscenze.
Ho avuto la fortuna di accedere al corso a spese della mia azienda, ma sono stata io stessa a proporlo al mio responsabile come un importante gradino di crescita nel mio percorso professionale.
Ho avuto l’opportunità e l’ho presa, ma avrei sostenuto il corso a mie spese?

Sono realista: quando mi sono certificata in Italia la professione di Product Owner non era ancora così affermata.
Diverse aziende che cominciavano ad avvicinarsi alle metodologie agili decidevano di investire sulla figura dello Scrum Master ma non sentivano l’esigenza di assumere o far crescere un PO.

Dal post originale del 2015…
E’ questione di tempo. Mano a mano che lo sviluppo software adotterà sempre più pratiche agili anche le figure professionali legate a questa metodologia saranno più richieste.
A quel punto avere in mano una certificazione che è una rarità in Italia vi darà il vantaggio dei first mover!

Oggi alla fine del 2020 posso dire che si è davvero realizzato quello scenario; Linkedin indicizza 22.000 Product Owner in Italia.
Le aziende hanno compreso l’importanza di questo ruolo e cercano persone preparate che le aiutino nelle tante sfide digitali presenti e future.
Sono sempre di più le persone che si certificano, in alcuni casi senza neanche avere esperienza sul campo. A tutte loro auguro di incontrare favolosi mentor com’è stato per me e di non smettere mai di crescere nelle competenze della product ownership.

Il panorama delle certificazioni Agile

Ritorno sul tema certificazioni – già affrontato in un post precedente – perché vedo crescere un discreto interesse nei gruppi Lean e Agile in rete e sono certa che i potenziali interessati hanno molte domande in merito.

L’occasione per parlarne è un articolo sull’argomento letto proprio ieri in cui sono presentati alcuni dati e di cui riassumo i punti salienti.

Certificazioni Agile: quante sono?

E’ difficile rispondere in maniera esaustiva a questo quesito.
Non è possibile dare un numero perché il panorama cambia velocemente.
La lista è corposa e potremmo dire che nuove certificazioni “spuntano come funghi” (in fondo è un business come un altro…), ma è necessario tenere presente che molte di queste nascono e muoiono nel giro di breve tempo.

Oltre alle certificazioni offerte da organizzazioni consolidate è infatti presente sul mercato una pletora di società di formazione che “cavalcano l’onda” dell’Agile. In quest’ultimo caso si tratta spesso di Training Providers – a volte riconosciuti a volte no – che arricchiscono il proprio catalogo con topic “di moda” con l’intento di ampliare la propria fetta di mercato.

Esistono inoltre – soprattutto negli Stati Uniti – certificazioni in-house, ovvero attestati che vengono rilasciati per corsi di formazione svolti sul tema Agile in azienda. La maggior parte di questi documenti tuttavia non ha un valore professionale spendibile all’esterno della società stessa.

In sintesi la gamma delle certificazioni è ampia e le più note competono tra loro.

Certificazioni Agile: quali sono le più diffuse?

E’ possibile esporre qualche dato sulle certificazioni più note e riconosciute sul mercato.
I dati sono relativi al numero di certificazioni attive rilasciate sino a gennaio 2015 e sono stati forniti dalle rispettive società (ad eccezione di Scaled Agile Inc. che non fornisce numeri di dettaglio).

Titolo Rilasciato da N° certificazioni (a gen 2015)
Certified Scrum Master (CSM) Scrum Alliance 309,309
Professional Scrum Master (PSM-I) – Level 1 Scrum.org 31,580
PMI-Agile Certified Practitioner (PMI-ACP) Project Management Institute 6,987
Certified Scrum Practitioner (CSP) Scrum Alliance 2,627
SAFe Agilist (SA) Scaled Agile Inc. 1,000+
SAFe Program Consultant (SPC) Scaled Agile Inc. 1,000+
SAFe Practitioner (SP) Scaled Agile Inc. 1,000+
Professional Scrum Master (PSM-II) – Level 2 Scrum.org 198
Certified Scrum Coach (CSC) Scrum Alliance 63

Il CSM – Certified Scrum Master è in assoluto l’attestazione più diffusa e anche la più “antica” delle certificazioni Agile.
Crescono i numeri anche delle certificazioni più”giovani”: il PMI-ACP introdotto dal Project Management Institute nel 2011 e SAFe, il framework per scalare Agile e applicarlo nelle grandi aziende.

Non sono presenti in questo prospetto le certificazioni relative alla figura del Product Owner, ovvero CSPO (Certified Scrum Product Owner) di Scrum Alliance e PSPO (Professional Scrum Product Owner) di Scrum.org. Tuttavia una breve ricerca su Linkedin ci può fornire un ordine di grandezza degli attestati rilasciati dalle due organizzazioni.
Ad oggi sono presenti sul popolare network professionale più di 16.000 CSPO e ca. 1.600 PSPO (numeri ben ridotti a confronto con i 160.000 CSM e 50.000 PSM indicizzati su Linkedin).

Certificazioni Agile: cosa certificano?

Quasi tutte le certificazioni presenti sul mercato attestano la conoscenza del candidato, ovvero il fatto che abbia appreso i principi e le linee guida della metodologia Agile.
Poche pochissime ne valutano invece l’esperienza, cioè l’applicazione pratica di queste conoscenze nel contesto professionale.
Solo il PMI-ACP e la certificazione per coach (CSC) fanno un assessment dell’esperienza, seppur in modo puramente quantitativo (in base al numero di ore erogate “sul campo”).
Nessuna delle certificazioni attualmente più diffuse fornisce una garanzia sulla competenza del candidato, relativa quindi alla qualità dei risultati che è in grado di produrre.

Certificazioni Agile: tra le tante quali scegliere?

Anche in questo caso non esiste una risposta valida per tutti indistintamente. Bisogna valutare quale può essere la soluzione più adatta in base agli obiettivi della persona e al contesto di riferimento.
Se un amico mi chiedesse un consiglio inizierei porgendogli semplici domande:

    1. Prima di tutto a cosa sei più interessato? In quale ruolo senti di poter esprimere al meglio le tue capacità? Come Scrum Master, come Product Owner o come Coach?
    2. Per quale motivo senti di aver bisogno di una certificazione? Perché vuoi approfondire la conoscenza di queste tematiche o perché te l’ha chiesto/imposto l’azienda (ma non sei granché interessato)?
    3. Come preferisci che sia erogata la formazione? On-site, online, in aula?
    4. Pensi di sfruttare la certificazione come un vantaggio competitivo sul mercato del lavoro? Quanto vuoi differenziarti dagli altri professionisti del settore?

Queste sono solo alcune delle domande che dovrebbero aiutarvi a chiarire le idee.
In ogni caso il mio consiglio è di investire sempre sulla credibilità e l’affidabilità sia della certificazione sia del formatore.
Se avete curiosità specifiche sulla certificazione da Product Owner non perdetevi questo articolo!