Come pianificare una release a partire dalla velocity

Quando rilasciamo?
Ecco la domanda con la quale convivono da sempre i Project Manager e la stragrande maggioranza dei Product Manager.
Anche lavorando in Scrum questa è domanda ricorrente per i Product Owner. 

I progetti inseriti in roadmap hanno un orizzonte temporale che può variare dai 3 ai 6 mesi e necessitano di una pianificazione accurata.
Diciamo allora che è necessario pianificare a livello di release per avere una stima della data di rilascio.

Per fare questo dovremo innanzi tutto stimare la dimensione del progetto da portare a termine (il size di tutte le user stories) e poi fare riferimento alla velocity del team.
Un’altra raccomandazione utile è esprimere la data di rilascio mediante un range di date (dopotutto si tratta di una stima, non di un calcolo matematico!).

Le situazioni che si possono presentare pianificando una release possono essere variegate, a seconda del tipo di mercato in cui è attiva l’azienda, il tipo di contratti utilizzati e l’organizzazione interna delle risorse.
Vediamo alcuni dei casi più frequenti.

Progetto interno, senza vincoli forti su date
Diciamo che il team ha già lavorato su altri progetti.
E’ questo il caso più semplice per effettuare delle stime.
Se il team è già struttuato e lavora su un domino noto con tecnologie conosciute abbiamo confidenza nel fatto che la velocity pregressa sia un buon indicatore del comportamento futuro.

Prendiamo le velocity degli ultimi 6 sprint (o più se sono disponibili ulteriori dati), eliminiamo il valore massimo ed il minimo e facciamo una media delle restanti velocity. Questo è il riferimento per la nostra stima.
Ricordate l’idea di esprimere la stima in un range? Teniamo conto del valore più alto e più basso che rimangono dopo la sottrazione iniziale.

Esempio: 

  •  il team negli ultimi 8 sprint ha avuto la seguente velocity:
    20 + 25 + 31 + 29 + 18 + 34 + 30 + 38
  • eliminiamo i valori 20 e 38 (il più basso ed il più alto)
  • prendiamo 34 come valore superiore e 25 come valore inferiore
  • se il backlog vale 150 story point in totale il progetto sarà terminato in un periodo che varia da 4,4 sprint (nel migliore dei casi) a 6 (nel peggiore).

Per molti un intervallo così ampio non è un’informazione utile… né comunicabile agli stakeholder.
In questo caso vi suggerisco di usare il buon senso.
Comunicare una durata di 4 sprint e mezzo significa  non lasciare respiro al team e non prevedere alcun intoppo o contingenza (ferie, malattia, formazione, ecc.). Sei sprint potrebbero tuttavia risultare poco “digeribili” dai committenti.
Se mi trovassi in una situazione di questo tipo punterei su 5 sprint sapendo sin dall’inizio che alcune funzionalità potrebbero essere oggetto di descoping.

Progetto con data di rilascio fissa
In questo caso il vincolo è dato dal timing, quindi sarà lo scope di progetto a rappresentare la variabile.
Il team parte col chiedersi: “Quante iterazioni abbiamo da qui al rilascio?

Esempio: 

  • la data ultima di rilascio è fissata per il 1° giugno (oggi è il 15 marzo)
  • il team lavora con sprint di 2 settimane
  • le velocity nelle iterazioni precedenti sono: 20 + 25 + 31 + 29 + 18 + 34 + 30 + 38
  • eliminiamo – come prima – i valori 20 e 38 (il più basso ed il più alto)
  • prendiamo 34 come valore superiore e 25 come valore inferiore
  • se il backlog di progetto vale complessivamente 150 story point per la data del primo giugno (5 sprint) saranno completati da un minimo di 125 ad un massimo di 170 story points.

Abbiamo quindi una buona confidenza che il progetto completo di tutte le sue funzionalità possa essere terminato per la data prevista.
O, per la precisione, garantiamo che 125 story points saranno completati per la data concordata e che i restanti 25 hanno buona probabilità di esserlo.
… ma attenzione! Potrebbero presentarsi casi in cui il calcolo evidenzi sin dall’inizio l’impossibilità di terminare per la data concordata.

Progetto con ambito fisso
Abbiamo un “capitolato” vincolante, è quindi la variabile tempo che può cambiare. Il team si chiede “Quanto tempo ci mettiamo a completare tutto?

Esempio:

  • dobbiamo necessariamente realizzare un progetto di 150 story points
  • le velocity precedenti: 20 + 25 + 31 + 29 + 18 + 34 + 30 + 38
  • eliminiamo i soliti valori 20 e 38
  • prendiamo 34 come riferimento superiore e 25 come inferiore
  • il progetto sarà terminato in un periodo che varia da 4,4 sprint (nel migliore dei casi) a 6 (nel peggiore).

In questo caso dato che lo scope è fisso per contratto comunicheremo che il progetto terminerà al più tardi in 12 settimane (6 iterazioni), ma prevediamo che possa anche essere chiuso prima (ad esempio nel corso dell’undicesima o della decima settimana).

Per chi fosse interessato ad approfondire il tema della pianificazione delle release sul sito di Mike Cohn sono disponibili diversi video sull’argomento.

Stime Agili: si parte dalla dimensione del progetto

Nel mondo waterfall la data di rilascio di un progetto – quando non è fissata da contratto – è il risultato di una pianificazione iniziale.
Con l’ausilio di un Gannt vengono messe in sequenza le varie attività da completare in base all’ordine logico di implementazione (concept, progettazione, sviluppo, test, ecc.).

Sulla base del Documento di Requisiti si fa la “lista della spesa” delle attività da realizzare, se ne evidenziano le dipendenze, si assegnano le risorse e mediando tra tempi, costi e ambito si tenta di contenere il più possibile la durata del progetto.

In questo caso le persone che prendono direttamente o indirettamente parte al progetto (gli sviluppatori in prima persona, ma anche i responsabili d’area o eventuali esperti di settore) forniscono una stima temporale delle singole attività.
La somma delle singole durate insieme alla sequenza delle stesse determina la data di rilascio finale.

Quando si utilizzano invece le metodologie Agili il primo passo per stimare la durata di un progetto consiste nel valutarne il size, ovvero la dimensione.
La domanda che si pone lo Scrum Team è:
Quanto è grande il progetto?

Per valutarne la dimensione il gruppo di lavoro deve avere un’idea condivisa  di cosa è necessario realizzare.
Una volta comprese le finalità del progetto nel suo complesso e tradotte le componenti chiave in user stories si procedere a valutarne il size mediante story points o in giornate di lavoro ideali.

Entrambe queste tecniche consentono di esprimere con un sufficiente grado di confidenza la dimensione di una user story, vale a dire l’effort necessario per realizzare la funzionalità in tutte le sue componenti.
Il team in questa fase di analisi deve porre attenzione al fatto che il peso relativo delle storie sia consistente piuttosto che alla precisione della singola stima.

Solo quando tutte le user stories del progetto sono state stimate – anche ad alto livello – si deriva una durata complessiva.
Per farlo è sufficiente dividere la somma degli story points per la velocity del team, ovvero la misura della progressione che è in grado di portare a termine in un singolo sprint.

Facciamo un esempio per chiarire: il team ha valutato che il nuovo progetto cuba in tutto 150 story points. In passato il medesimo team ha avuto una velocity media pari a 25 story points per singola iterazione. Il nuovo progetto durerà quindi 6 sprint.
A questo punto siamo in grado di prendere in mano il calendario e comunicare una data di rilascio: 6 sprint di 2 settimane significano 3 mesi di lavoro.

Ho volutamente portato l’esempio più semplice per far capire come avviene il calcolo della durata. Ci sono tuttavia occasioni in cui il team è totalmente nuovo e lavora per la prima volta assieme, oppure i confini del progetto non sono del tutto chiari in partenza.
E’ utile tener presente che le stime Agili possono esserci d’aiuto anche in questi frangenti, ma le casistiche sono variegate e meritano un approfondimento successivo.

Ricapitolando
Quando utilizziamo metodologie agili per la stima evitiamo di correre subito alle conclusioni assegnando ad ogni singolo task una durata prevista.
Partiamo sempre dalle funzionalità che rilasceremo al cliente finale (perché solo queste hanno reale valore) e seguiamo 3 step:

  1. stimiamo la dimensione di ogni user story e le sommiamo assieme
  2. dividiamo la somma degli story points per la velocità media del team (solo in questa fase iniziamo a parlare della variabile tempo!)
  3. il numero di sprint risultante ci consente di dire, a calendario, quando finiremo

Perché tanta enfasi sulle dimensioni?
Perché solo separando le due variabili di dimensione e durata possiamo garantire massima flessibilità al nostro piano di rilascio… e il Product Owner ed il Team saranno messi nelle condizioni migliori per valutare come procedere al termine di ogni sprint.