Il ruolo del Product Owner

Cosa significa Scrum Product Owner

“Che lavoro faccio? Lo Scrum Product Owner“.
“Interessante, ma esattamente cosa vuol dire?”
Dato che la domanda è ricorrente e spesso mi rendo conto che le persone non hanno  un’idea precisa di cosa siano le metodologie agili e lo Scrum (men che meno del ruolo di Product Owner…) ho pensato di fare un riassunto delle principali competenze di questa figura.

Il Product Owner – recita la Scrum Guide – ha la responsabilità di massimizzare il valore del prodotto e del lavoro svolto dal Team di Sviluppo.
E’ colui o colei che decide cosa deve essere fatto, quali funzionalità deve avere un prodotto o un servizio e quando rilasciarle sul mercato (qui trovate le varie attività riassunte in un’immagine).

Su cosa dobbiamo esattamente intendere per “valore” da massimizzare la Scrum Guide non da indicazioni puntuali. Ed è comprensibile perché non è semplice trovare una formula valida per tutti (trovate maggiori dettagli sul tema valore in questo post).
Spesso il valore è identificato con le revenue, ma potrebbe anche essere la riduzione del rischio, la riduzione dei costi, la visibilità del marchio o altro.
Nella mia esperienza ciò che è di valore per un’azienda potrebbe non esserlo per un’altra, così come all’interno della stessa società ciò che è di valore oggi potrebbe non esserlo più nel tempo. 

Le caratteristiche di un buon Product Owner

Per poter guidare efficacemente lo sviluppo il PO deve avere un’ampia conoscenza dei bisogni degli utenti finali e comprendere come il prodotto possa rispondere a queste necessità. Attenzione a questo punto perché è determinante: il PO rappresenta la voce del cliente in azienda ma per essere davvero tale deve conoscerlo, avere contatti diretti, parlare con lui e avere elaborato un profilo delle principali tipologie di cliente (qui è dove parliamo di personas).

Il Product owner deve saper gestire gli stakeholder di progetto, avere un’idea dei processi di sviluppo software ed essere in grado di comunicare la propria vision di prodotto al team di sviluppo.
Il suo scopo principale è produrre valore per l’utente finale e l’azienda (viene infatti indicato come colui che ha la responsabilità di massimizzare il ROI).

Un coach con cui ho lavorato tempo fa mi diceva di saper riconoscere un buon Product Owner dalla “frenzyness”. Letteralmente frenesia …. Per me significa essere appassionati del proprio prodotto e dei propri utenti, avere una curiosità incessante per i problemi da risolvere e cercare sempre nuovi spunti di miglioramento.

Il Product Owner è un ruolo multi-sfaccettato ed è davvero difficile indicare tutte le caratteristiche che una persona dovrebbe avere, ma ci sono 3 aspetti secondo me imprescindibili: l’empatia, la capacità di articolare una visione e la leadership.

Gli strumenti del PO

Per gestire lo sviluppo di prodotto il Product Owner si avvale di alcuni strumenti e “cerimonie” Scrum.
Attraverso il product backlog definisce, comunica e ordina secondo priorità i requisiti di prodotto tramite user stories.
Pianifica sessioni di approfondimento dei requisiti (i “backlog refinement”), prepara il materiale necessario per lo Sprint planning meeting e, al termine delle iterazioni, approva o rifiuta quanto sviluppato dal team sulla base dei criteri di accettazione che ha precedentemente condiviso.

A livello strategico è responsabile di articolare la visione di prodotto, definirne la strategia complessiva e la roadmap.
A seconda della dimensione del prodotto e dell’organizzazione aziendale queste attività potrebbero essere in carico a persone diverse (qui abbiamo parlato di Big PO e Small PO).
In ogni caso è fondamentale che ogni Product Owner abbia un’idea chiara di quali risultati voglia ottenere attraverso il proprio prodotto e come possa evolvere nel tempo.

Un ruolo ibrido

Pur non essendo parte del team di sviluppo è una figura chiave all’interno dello Scrum team (il corrispettivo di un “regista” nella produzione di un film).
Collabora attivamente con gli sviluppatori chiarendo dubbi, rispondendo alle domande e definendo obiettivi di sviluppo in linea con la roadmap di prodotto e i desiderata degli utenti.

Come tutte le figure “ibride” si trova ad agire su una soglia.
E’ un’interfaccia che si colloca internamente all’azienda tra il business e l’IT, ma anche tra l’azienda e il mercato, tra i committenti e gli utenti finali.
Per mediare questi punti di vista – a volte in contrasto – il Product Owner non deve mai perdere la voglia e l’energia di comunicare con tutti gli interessati.

Qualche altro spunto di riflessione …

Per chi fosse interessato ad approfondire le caratteristiche di questa figura ecco due preziosi riferimenti, nonché “guru” della product ownership:

E qualche ulteriore spunto per approfondire le sfumature di questo fantastico ruolo: si parla di cosa sia la product ownership nel video animato di Henrik Kniberg; dei possibili ambiti di intervento del PO, a seconda dell’organizzazione dell’azienda, e infine di una delle capacità più importanti del Product Owner, ovvero saper dire di no.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.