Fallisci presto, impara in fretta: sii Lean!

Build, measure, learn

Il Lean è una cultura orientata a comprendere le esigenze del cliente, ridurre gli sprechi e ottimizzare i processi, una filosofia che potremmo riassumere nel motto “massimo risultato con il minimo sforzo”.

E’ una teoria di organizzazione aziendale che integra al suo interno varie metodologie gestionali.
Obiettivo del Lean è produrre di più con un minor consumo di risorse.
Il termine “lean production” – produzione snella – è stato coniato in riferimento al sistema Toyota, l’azienda automobilistica giapponese caratterizzata da processi industriali ad altissima efficienza rispetto ai principali produttori mondiali di automobili.

Tra i concetti chiave del Lean c’è l’idea del miglioramento continuo (“Kaizen”) perseguito mediante l’applicazione di un processo ciclico in 3 fasi: sperimentazione, misurazione dei risultati e apprendimento (build, measure, learn).

Nel famoso libro di Eric Ries “Lean Start-up” viene più volte ribadito che l’acquisizione di conoscenza è cruciale per il successo di un’iniziativa imprenditoriale:

“Questo è il modo giusto di pensare alla produttività in una start up: non in termini di quanta roba stiamo producendo, ma di quanto apprendimento validato stiamo incamerando per i nostri sforzi.
Ogni bit di conoscenza che raggiungiamo ci suggerisce nuovi esperimenti da fare che muovono le nostre metriche più vicine ai nostri obiettivi.”

Un processo Lean prevede i seguenti step:

  1. Identificare cio’ che vale per gli utenti 
(per cosa sono disposti a pagare un prezzo?)
  2. Identificare il flusso del valore
    definire la sequenza ottimale delle attività per creare valore
  3. Far scorrere il flusso del valore
    eseguire le attività di valore senza inutili interruzioni
  4. “Pull” e non “push”

    fare scorrere il flusso del valore in base alla domanda, non all’offerta
  5. Puntare alla perfezione come punto di riferimento in un contesto di miglioramento continuo

Se applichiamo i principi Lean al mondo del software e in generale della progettazione ritroviamo gli step ciclici di build, measure, learn.

Dobbiamo identificare un problema o un’opportunità di sviluppo e verificare che abbia davvero valore per gli utenti (per questo è necessario acquisire conoscenza dei loro bisogni e e necessità).
Modifichiamo il nostro punto di vista e proviamo a ridefinire il problema dal punto di vista degli utenti. Mettiamoci “nei loro panni”.
Solo a questo punto – quando siamo stati in grado di avere empatia nei confronti di coloro per cui stiamo progettando – siamo in grado di fare brainstorming in maniera proficua e portare soluzioni creative.

Una volta definite la nostra idea ne verifichiamo le assunzioni (cosa stiamo dando per scontato senza averne alcuna prova?) conducendo degli esperimenti.
Possiamo creare un prototipo – il più “lean” possibile – per mettere alla prova l’idea in poco tempo e con il minimo delle risorse per testare la soluzione sul campo e raccogliere feedback quanto prima.

Il confronto reale con i propri utenti ci permette di validare l’idea iniziale raffinandola ulteriormente, di aggiustare il tiro o – in alternativa – di non proseguire oltre.
Anche una soluzione che si rivela totalmente sbagliata è un insegnamento di successo: ci evita lo spreco di realizzare un prodotto/servizio che non ha valore per l’utente finale e ci offre l’opportunità di investire meglio le nostre risorse.

A conti fatti se non puoi fallire, non puoi imparare.

Build, measure, learn

Un’idea di valore condivisa

Uno degli obiettivi primari del Product Owner è creare valore per l’utente finale e, allo stesso tempo, per la propria azienda.
Lo scopo del nostro lavoro è realizzare prodotti che rispondano ai reali bisogni degli utenti, renderli soddisfatti così da garantire all’azienda uno sviluppo sostenibile ed il raggiungimento degli obiettivi di business.
 Tuttavia il termine “valore” può essere interpretato in molti modi o, peggio, può non essere affatto chiaro a cosa corrisponda.

Valore per chi

Si parla tanto di valore, ma pochi si prendono il tempo di riflettere su cosa realmente sia.
Cominciamo a chiederci qual è il punto di vista che intendiamo assumere.
Il “valore” potrebbe avere un significato differente per il cliente finale, l’azienda per la quale lavoriamo, eventuali finanziatori o, ad esempio, i business partner.
Identifichiamo quali sono gli attori in campo – i cosidetti stakeholders – e cerchiamo di definire cos’è valore per ognuno di essi. 
In molti casi la definizione potrebbe collimare, in altri potremmo trovarci di fronte a delle sorprese.

Valore = soldi?

La risposta può sembrare scontata, anzi spesso e volentieri lo è.
Ma stiamo davvero esaurendo l’argomento valore con l’aumento dei ricavi e la riduzione dei costi?
Vi invito a prendere il tempo che serve per analizzare più a fondo la questione.
Prendiamo il caso di un’azienda. Dobbiamo sforzarci di contestualizzare il significato di valore in riferimento al tipo di business, allo scenario di mercato, al contesto competitivo, alla maturità del settore, ecc.

Valori diversi

Facciamo qualche esempio…
Un’azienda no profit potrebbe considerare “valore” il fatto di produrre un impatto sociale positivo in un determinato ambito.
Una start-up con buoni capitali alle spalle potrebbe concentrare i propri sforzi nella soddisfazione dei propri utenti chiudendo inizialmente un occhio sui ricavi.
Per un ente di ricerca il valore più rilevante è l’acquisizione di conoscenza in nuovi domini.
Ciò che intendo dire è che il guadagno potrebbe non essere l’unica dimensione rilevante anche in un contesto privato.

Valore: un significato condiviso

E’ importante che all’interno dell’azienda ci sia un’idea chiara di cosa è valore per l’azienda stessa e per il cliente finale.
Se è presente una vision può essere un ottimo punto di partenza per declinare l’idea di valore o le idee di valore.
Quando costruiamo un significato condiviso creiamo allineamento di intenti, facciamo sì che le persone abbiano piena consapevolezza degli obiettivi e possano prendere in autonomia decisioni coerenti con i criteri di valore.

Valore nel tempo

Una volta identificato cos’è il valore non sediamoci sugli allori!
Ciò che consideriamo oggi un valore primario potrebbe non avere la medesima importanza in futuro.
In fase di crescita potremmo considerare valore l’acquisizione di conoscenza sul mercato e sui potenziali utenti, la riduzione del rischio d’ingresso da parte di potenziali competitor o l’aumento della customer base.
In una fase più matura l’azienda focalizza di norma i propri sforzi sulla monetizzazione… e quindi da più peso alla dimensione economica del valore.

E voi?
Cos’è per voi valore?